Quello che é successo con il referendum di Cortina, e prima ancora con gli altri tentativi di passaggio al Trentino di alcuni comuni veneti é un fatto che puó essere interpretato in diversi modi. Chi gli dá un’interpretazione di tipo storico, chi quasi nazionalistico, chi la vede solo in chiave puramente economica.

In effetti i fatti accaduti (ultimo quello di alcuni comuni emiliani che vorrebbero passare sotto la provincia di Cremona) sono diversi cosí come le motivazioni e l’”ambientazione”; tuttavvia trovo in tutti una motivazione comune ossia quella di passare in un territorio dove si é meglio amministrati. Non solo quindi una questione prettamente economica ma molto piú ampia che coinvolge l’intero sistema amministrativo.

Quello che stá accadendo é una sorta di federalimo all’incontrario: fintanto che si é potuto si é cercato di dare fiducia alle istituzioni locali addosando allo stato centrale e centralista tutte le colpe della cattiva amministrazione. Ora che questo processo di “delocalizzazione” evidenzia i suoi limiti e non potendosi ulteriormente delocalizzare si va alla ricerca della soluzione dei problemi cercando di aggregarsi con chi stá meglio percorrendo il processo federalista all’incontrario. Tutti chiederebbero, a paritá di condizioni, di passare all’Alto Adige o al Trentino, ricomponendo cosí lo stato centralista.

Perché se é vero che l’Alto Adige (e il Trentino) sono ben governati (dove buon governo ha un significato comunque relativo – non si ruba o si ruba poco) é altrettanto vero che l’Alto Adige é amministrativamente quanto di meno federalista si possa immaginare: una provincia cannibale governata da sempre da un solo partito che detiene una maggioranza assoluta e che sottopone la societá civile al giogo etnico che é parte caratterizzante del proprio statuto.

Ma tant’é: vuoi per la maggior disponibilitá economica, vuoi per la maggiore onestá e competenza dei propri amministratori, vuoi per via della semplificazione enorme che avere una maggioranza assoluta comporta qui si é meglio amministrati.

È ed significativo, sconcertante e buffo che tutti vogliano venire in un posto dove molti invece si sentono in disagio.