In questi giorni si è scatenato un vero e proprio putiferio per l’ordinanza del Sindaco che vieta il fumo anche in quei posti pubblici all’aperto in cui siano presenti bambini o donne incinte.
Premesso che giudico il provvedimento appartenente alla categoria delle soluzioni “ideologiche” (come ad esempio la proposta dei 30 all’ora di Ladinser, ora ufficializzata in Consiglio Comunale in un ridicolo limite dei 40 Km/h) e come tale spesso inutile e/o esagerata, quello che mi colpisce è la reazione furente dei fumatori.
C’è chi parla di ghettizzazione del fumatore, chi addirittura di provvedimento lesivo di diritti personali.
Quello che i fumatori continuano a non capire è che ognuno è libero di fare ciò che vuole solo fintanto il suo comportamento non disturbi o crei danno ad altri. La libertà individuale ha proprio in questa semplice e ovvia regola (che semplicemente io chiamerei buona educazione) il suo limite insuperabile.
Le reazioni dei fumatori sono quindi fuori luogo e anzi tradiscono il disagio tipico che prova chi è affetto da una dipendenza quando gli si limita la possibilità di assumere la sostanza di cui ha bisogno.
E’ dimostrato che il fumo passivo nuoce gravemente alla salute e quindi il diritto di fumare è giustamente regolamentato. Che nei luoghi pubblici al chiuso sia vietato fumare è semplicemente un’azione di tutela nei confronti della salute pubblica e spero che nessuno più se ne lamenti.
Il provvedimento del Sindaco sui luoghi all’aperto è invece dal punto di vista della salvaguardia della salute almeno discutibile, però vale sempre il discorso del fastidio arrecato a chi non fuma.
A tutti i non fumatori dà fastidio se qualcuno gli fuma sotto il naso e quindi, essendo la cosa ampiamente nota a tutti, la buona creanza inviterebbe a non fumare in tali luoghi, specialmente se affollati. L’educazione sembra non essere però caratteristica di molti fumatori che semplicemente se ne fregano del fatto di arrecare fastidio agli altri. Ecco quindi che laddove il buon senso e la buona educazione sono carenti è necessario poi intervanire con provvedimenti legislativi magari esagerati.
Quando ero bambino ad un certo punto i miei genitori mi insegnarono che fare le puzzette in luoghi frequentati da altri era azione da maleducati proprio perchè il cattivo odore dava fastidio. Da quel giorno in avanti ho imparato a trattenermi fintanto non potevo espletare il mio bisogno in modo da non infastidire nessuno.
La prossima volta che mi troverò in luogo pubblico (es. un ristorante con sala all’aperto e un fumatore mi importunerà, riterrò sciolto il mio vincolo alla buona educazione e risponderò al suo fumo con le mie puzzette (che fra l’altro non sono dannose per la salute). Sarà molto carino osservare le reazioni o sentire quali argomentazioni solleveranno in caso decidessero di lamentarsi.

aprile 21, 2008 at 2:14 pm
prrrrrrrrrrrrrrrrrrr !
maggio 17, 2008 at 9:39 am
appunto, si diceva dell’educazione…