
Dopo la pubblicazione dell’intervista realizzata dal settimanale FF i (pochi) commenti che ho ricevuto avevano tutti un comune denominatore :
Sinceramente non capisco: ci vuole coraggio per raccontare dei semplici fatti ? O per commentare qualcosa ? A me non sembra proprio anche perché di sicuro io non sono una persona particolarmente coraggiosa, anzi …
Personalmente trovo anomalo (o meglio patologico) il contrario.
Ne approfitto poi per spiegare meglio alcuni punti che dall’intervista non si capiscono bene o possono sembrare ambigui :
- Non si tratta di una questione personale fra me e Herzum: ovviamente da un amico non mi sarei mai aspettato un brutto gioco simile ma come ho sempre affermato, se il progetto avesse avuto successo non avrei avuto nulla da ridire anche perché avrebbe sicuramente aperto un indotto importante per tutti gli operatori del settore. Ho comunque voluto raccontare l’antefatto per rendere palese lo “spessore” delle persone coinvolte.
- GeoLafis: dall’articolo non si capisce bene ma quello che ho trovato shockante nella vicenda è il fatto che GeoLafis venga attribuito a Herzum. Per ben due volte nelle risposte date alle interrogazioni dei Verdi GeoLafis è citato fra i (pochi) risultati del progetto Lafis. GeoLafis non solo è stato realizzato totalmente da Territorium Online ma quello che è più importante è che l’intera piattaforma utilizzata (mapAccel ed Apollo/dbSnap) è di Territorium Online. Non un solo bit della nuova mirabolante architettura eGov è stato utilizzato. Il contributo Herzum è stato di tipo pre-analitico: è stato fornito un foglio excel (detto feature catalog, che mi conservo gelosamente) contenente l’elenco dei requisiti dell’applicazione (non l’analisi che abbiamo realizzato di fatto noi assieme agli ottimi Dunja e Klaus della provincia). Attribuire il risultato a Herzum è come se si attribuisse la realizzazione di una ricetta ad una persona che ha stilato la lista della spesa.
- Il valore degli eventuali risultati : Il problema è l’eccessiva complessità (in informatica si parla di sovraingegnerizzazione – Overengineering) che si traduce in tempi di realizzazione insostenibili, oltre che naturalmente a maggiori costi. Quattro anni informaticamente è un tempo enorme, in cui si doveva progettare e implementare non solo il sistema e/o i progetti pilota ma essere totalmente a regime se non addirittura in fase di evoluzione. Un sistema che impiega così tanto tempo per nascere oltre a rischiare di essere subito obsoleto è probabilmente privo della flessibilità necessaria. Fra l’altro questa enfasi sulla difficoltà di implementare un sistema così ampio e complesso serve da scudo dietro cui nascondersi per giustificare i ritardi, i costi e la carenza di risultati.Un esempio concreto: i frameworks che abbiamo progettato e realizzato per la provincia e su cui sono basati decine di progetti funzionanti (fra cui geoLafis) sono stati realizzati in alcuni mesi da un gruppo molto ristretto (in media 3 persone). Sono subito passati in produzione e hanno saputo evolversi efficacemente senza impattare sui progetti già attivi. Qui lavorano decine di persona da ormai quattro anni e le realizzazioni concrete basate su questa architettura sono poche, sperimentali e parziali. Anche se si raggiungessero dei risultati (es. il progetto pilota artigianato) che valore avrebbero ? In 4 anni e con decine di persone impiegate ci mancherebbe solo che non si raggiungesse alcun risultato. Caso mai proprio il fatto di aver portato a termine solo quella parte (e con grandi difficoltà) dimostra inequivocabilmente l’inefficacia della soluzione.
- Le giustificazioni addotte per il ritardo: oltre alla complessità elevata, l’altra giustificazione addotta per giustificare il ritardo dei progetti (in particolare quello per l’artigianato) è quella delle continue variazioni della normativa sottostante. Anche questa giustificazione più che giustificare non fa che confermare l’inefficacia del sistema e anche l’approccio sbagliato nell’affrontare la problematica. Una delle sfide più grandi (e più vecchie) nello sviluppo del software è quella di saper gestire la continua variazione dei requisiti. Proprio per questo motivo lo sviluppo del software tende ad adottare metodologie sempre più flessibili (in contrasto con quelle meno recenti definite “monolitiche”) che rendano la gestione di questi cambiamenti molto meno traumatica. Si capisce quindi come cercare di giustificare ritardi consistenti con tali motivazioni sia di fatto un vero e proprio autogol che dimostra quanto meno l’estrema immaturità della soluzione scelta. Un esempio illuminante: il programma che calcola gli stipendi per i dipendenti provinciali è un vecchio programma sviluppato con un altrettanto (non me ne vogliano i realizzatori) vecchio linguaggio di programmazione. Per giunta è sviluppato quasi totalmente da personale interno senza l’assistenza di costosissimi consulenti e complesse infrastrutture. La normativa delle paghe è quanto di più intricato e mutevole si possa immaginare; cosa avrebbero dovuto fare questi sviluppatori, non realizzare il programma aspettando che la normativa si stabilizzasse ? Fra l’altro si manda un messaggio devastante: le vecchie metodologie si dimostrano più efficaci proprio laddove le nuove dovrebbero apportare vantaggi. Si aggiunge quindi danno al danno.
Un ringraziamento va infine a tutti quei supposti amici e/o estimatori che avevo in provincia: in quasi cinque mesi nessuno si è più fatto vivo.
Vedi anche :
http://ssette-bloggando.blogspot.com/2007/10/senso-civico-e-giochi-di-potere.html
http://ssette-bloggando.blogspot.com/2007/09/la-dignit-della-prestazione.html
Maggio 16, 2008 at 9:56 am
Sinceramente si, ci vuole un gran coraggio, ed un certo senso civico che ti costringe ad essere onesto e sincero fino all´emarginazione professionale (difetto/pregio che ti attribuisco da quando ti conosco).
Purtroppo, persone che capiscono che certe critiche hanno dietro uno spirito costruttivo per migliorare i servizi ce ne sono poche mentre quelle che ritengono la critica un affronto personale, un colpo all´orgoglio da lavare col sangue, invece, ahime´ ce ne sono parecchie e spesso in posizioni di potere.
Credo che comunque qualcosa stia cambiando, la gente inizia a rendersi conto che alcuni amministratori non si possono definire tali e alle ultime elezioni un certo scontento si é manifestato. Non credo ci sia lo spazio per recuperare anni di letargo e quindi prevedo una certa “bacchettata” anche ad ottobre.
Spero solo che la lezione possa servire ai posteri.
Maggio 16, 2008 at 10:53 am
Caro anonimo,
(ma non ho capito chi sei, magari mandami un email) le persone sanno benissimo che il mio è un atteggiamento costruttivo anche perché l’ho detto e ridetto fino alla nausea e i risultati ottenuti con Tol parlano più di qualsiasi altra cosa.
Chi si ostina a mantenere nei miei confronti questo atteggiamento lo fa senz’altro in malafede. D’altronde se devo credere ancora a Herzum dietro questa storia ci sarebbe anche la volontà di farmi fuori (più me che Tol). Lui mi ha detto che lo hanno messo di fronte ad un bivio: o senza di me o niente. E lui da perfetto galantuomo ha ovviamente scelto la prima opzione.
Maggio 16, 2008 at 11:57 am
Sergio, ti voglio bene.
Anonimo senior developer (ma non vecio come Aldo)
Maggio 17, 2008 at 8:24 am
Caro Sergio,
Per prima cosa vorrei farti i complimenti per il tuo corraggio di aver inserito il tuo nome in questo articolo. Non tutti avrebbero le palle di farlo.
Avendoci lavorato anch’ io in questo progetto concordo pienamente le tue opinioni. Mi chiedo e richiedo, come mai i capi delle varie dipartizioni involti in questo progetto, ma anche i nostri politici, non hanno mai fatto niente, per fermare o cambiare il modo, come questo progetto viene gestito. Soprattutto mi sono sempre stupito, quanto i responsabili provinciali di questo progetto sono stati influenzati dai consulenti della ditta Herzum e dal capo stesso: tutto quello che dicevano loro era giusto e intoccabile. Invece quello che dicevamo noi e’ stato ignorato.
Spero che anche qualcuno dei dirigenti della provincia o i politici trovino quel corraggio, come lo hai avuto te, per fermare un progetto assurdo come questo.
Alla fine questi soldi sprecati sono le tasse pagate da noi cittadini e per cio’ abbiamo anche il diritto di influenzare certe decisioni.
Maggio 17, 2008 at 8:38 am
In effetti per annni ho sentito i programmatori coinvolti nel progetto (in particolare Lafis) lamentarsi praticamente di tutto. E non solo quelli di Tol ma tutti, ma proprio tutti. Ovviamente tali lamentele sono state sempre ignorate e alla fine mi risulta che si stia cercando di scaricare le colpe proprio su questi programmatori che da sempre hanno denunciato la situazione e lavorato in condizioni ridicole.
Purtroppo il clima che si è creato attorno al progetto è tale che di questo all’esterno nessuno ha mai sentito nulla, per questo la tua yestimonianza, seppure anonima, ha un grande valore e spero possa stimolare anche altri a fare lo stesso.
Maggio 17, 2008 at 9:23 am
Scusate ma mi sono permesso di cancellare un messaggio perchè troppo scherzoso. Su questo argomento mi piacerebbe mantenere un tono un po’ serio. Magari potreste raccontare un po’ le vostre sensazioni/opinini sui progetti, visto che, bene o male ci siete o siete stati coinvolti tutti…
Maggio 18, 2008 at 10:43 am
Concordo con té! In una società monderna dovrebbe essere naturale e di buon senso civico di raccontare i fatti, ma conoscendo la situazione so che ci vuole di coraggio.
é inspiegabile come sia possibile mettere in piedi un progetto senza investigare sulle qualità dell’azienda coninvolta, senza porsi la domanda se teconologie utilizzate fanno senso nel contesto della pubblica administrazione. Ma il fatto più devastante è che nonostante tutte le critiche dalle persone conivolte nessuno dei responsabili ha sentito la necessità di informarsi meglio sulla situazione. I fatti lasciano solo 2 spiegazioni: la assoluta incapacità dei responsabili o la indifferenza in confronto a un buon fine del progetto. In entrambi i casi un responsabile non è adatto per il lavoro che svolge.
Ma alla fine siamo colpevoli noi tutti, tutta la società altoatesina. Sapiamo tutti quanti che tante cose non vanno come dovrebbero. Nonostante che leggiamo spesso dove finiscono le nostre tasse, non facciamo niente a cambiare la situazione. Anzi ci facciamo illudere continamente dalla casta politica, che ancora è convinta che sia meglio negare gli errori che avere il coraggio di ammetterli e migliorare la situazione.
Io spero che qualcosa stia cambiando, ma sinceramente ne dubito. La nostra politica altoatesina da troppo tempo è un monopolio, una volta era importante ma questo periodo è passato. Ci serve più varietà, più trasparenza e più soprattutto più responsabilità. Siamo convinti che la politica locale è più pulita di quella italiana, ma questo è un illusione. La differenza sta solo nel fatto che c’è troppo omertà, e di tante cose non siamo al conoscente.
Questo progetto è solo un unico esempio della situazione grave. Spero che in futuro non ci saranno solamente più persone che hanno il coraggio di raccontare i fatti, ma serve anche il pubblico critico.
Maggio 18, 2008 at 2:21 pm
Pensa che avevo cercato di introdurre Herzum proprio per fornire ai dirigenti dei mezzi più convincenti (che non la mia persona) per aiutarli a mettersi al riparo dal marketing particolarmente insidioso se non si possiede la competenza necessaria per operare e sostenere con coerenza corrette scelte tecniche/tecnologiche. L’aneddoto dell’ontologia che racconto nell’intervista è vero. Prima dell’incontro decidemmo con Peter una certa linea da tenere (inquadrare la loro reale dimensione, le loro reali esigenze, operare con ragionevolezza senza esagerere ecc.ecc.) e per scherzo dissi : “non sarà facile, abbiamo a che fare con le classiche persone a cui se parli di ontologia di cascano ai piedi”.
Lui dopo mezz’oretta di sondaggio ha capito che era proprio vero e si è lanciato in uno show incredibile, che partendo dall’ontologia ha spaziato su tutto lo scibile del più bieco marketing informatico. La cosa più imbarazzante è stato al termine della giornata quando mi ringraziarono commossi per avergli presentato un simile guru.
Maggio 24, 2008 at 10:57 am
Caro Sergio,
desidero esprimerti pubblicamente la mia stima ed apprezzamento per la tua azione di denuncia. Dopo averlo fatto in via privata ritengo infatti sia giusto scriverlo sul tuo blog. Pensavo e speravo che l’articolo su FF potesse avere maggiore eco e potesse dare il via ad una discussione anche sui quotidiani (sia in lingua italiana che tedesca) però non mi sembra che ciò sia accaduto e nemmeno su FF di questa settimana ci sono Leserbriefe (o altri commenti)che riprendono i contenuti della tua intervista. Spero sinceramente che quanto da te denunciato non venga presto dimenticato e che possa effettivamente servire da lezione per il futuro (la speranza è l’ultima a morire …).
Maggio 24, 2008 at 10:57 am
ti ringrazio di cuore, tu sei la prima persona che lo fa in modo non anonimo. (Cosa che mi sembra significativa, con credi ?)
E’ vero, non c’è stata nessuna eco, nessun seguito. Evidentemente la cosa non interessa oppure nessuno ritiene che valga la pena esporsi. D’altronde, sono solo soldi pubblici, chissenefrega no ?
Ho parlato con alcune persone che privatamente esprimono giudizi molto critici su questa cosa chiedendo loro di fare un passo avanti. Mi hanno risposto : “sai, non non siamo come te”.
Beh, per fortuna son sono come loro